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Nata nel 1994 come Associazione, Casa di Castellina, a partire dal 2005 è divenuta cooperativa sociale di tipo A e oggi ospita sei persone disabili. La filosofia che anima la Casa è volta a creare e ad alimentare un'atmosfera familiare tesa ad infondere risposte affettive nelle persone che vivono lì. Il centro socio-riabilitativo e residenziale è stato pensato proprio per essere un sostegno alle famiglie del territorio che non riescono più a gestire da sole la quotidianità connessa alla cura di un figlio/a disabile adulto. I familiari di persone disabili sono “obbligati” a pensare al “dopo di loro”, al futuro e al chi e al come continuare a prendersi cura del proprio caro. Interrogativi esistenziali profondi ed importanti che hanno dato vita alla “voglia di fare” e di “costruire” risposte attorno ad un bisogno. La cooperativa F.A.R.D e gli operatori–educatori che lì lavorano si confrontano quotidianamente per poter rispondere al meglio al benessere delle persone che abitano la casa. Siamo consapevoli dell'importanza di costruire “alleanze” a partire dal nostro microcosmo e ogni giorno, nel rispetto di ruoli e di posizioni diverse, cerchiamo di “seminare” per consolidare un clima caratterizzato dall'attenzione e dalla cura. Alla luce di questo, pensiamo sia fondamentale che Casa di Castellina venga vissuta dalle persone che l'abitano principalmente come “una casa” e non come “una struttura”; aspetto importante per riuscire a trasmettere un senso di stabilità, di sicurezza affettiva e di serenità. Crediamo sia di primaria importanza educativa far si che anche l'ambiente in cui vivono i ragazzi disabili sia caratterizzato da cura, agio ed intimità, nella consapevolezza che ogni relazione sia sensibilmente influenzata dalle caratteristiche del contesto in cui ci si trova. Pensiamo che sia molto prezioso aprire la nostra casa a volontari, amici, persone del territorio desiderose di viversi con noi. A questo riguardo, da tempo, frequentiamo i vari circoli del territorio (circoli arci, anziani, alpini...), i bar, i ristoranti della zona, i negozi, diventando sempre più parte della realtà locale. Molte persone esterne alla nostra realtà ci hanno aiutato e ci aiutano a renderci visibili nel territorio, sostenendoci nel combattere gli eventuali stereotipi negativi legati alla disabilità. I nostri ragazzi, ad esempio, hanno potuto socializzare con cantanti e personaggi dello spettacolo che per noi si sono esibiti in teatro e tutto questo contribuisce a diffondere dei messaggi positivi, avvicinando l'esterno a noi e noi all'esterno.
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