chisiamo

Le nostre radici

I piccoli fatti e le esperienze quotidiane diventano storia quando si manifestano e si collegano con altri fatti ed esperienze. La storia è la manifestazione contemporanea di motivazioni, l’espressione consapevole di volontà, la realizzazione di interessi, cioè dell’essere tra simili che condividono bisogni, desideri e scopo: una filosofia della vita radicata nel presente e proiettata nel futuro sia sul piano individuale che sociale, collettivo. La Cooperazione Sociale a Parma, rappresenta, forse, una piccola storia, una fra le tante nel nostro tempo presente; per chi la vive e la condivide rappresenta un’esperienza densa di senso e di quotidianità, di riflessione e di operatività, di aspirazioni e di impegno.
Tra i cooperatori attuali, alcuni sono stati presenti fin dall’inizio, altri si sono aggiunti successivamente... Abbiamo capito che solo insieme saremmo stati più forti, chiari, convincenti nei confronti delle varie istituzioni e più strutturati nei confronti di chi ci chiedeva consigli per avviare esperienze analoghe.

GLI ANNI ‘80

Ospiti della canonica di San Giovanni Battista, dopo quasi due anni di sperimentazione comune di alcuni servizi (contabili, amministrativi, seminari di formazione) e proposte di convenzioni articolate e continuative agli enti pubblici, cinque cooperative sociali (“INSIEME”, “DOMUS”, “MOLINETTO”, “OLTRETORRENTE”, “LA BULA”) hanno deciso di provare addirittura a fondare un Consorzio (proprio come quelli degli edili o del parmigiano o del prosciutto). E così, nel dicembre del 1984, il Consorzio Solidarietà Sociale si è costituito come cooperativa di secondo grado di tipo misto per rispondere ad una esigenza di coordinamento, tecnico e formativo, tra le varie realtà del settore, di raccordo con le strutture regionali e nazionali della cooperazione, di rappresentanza con gli Enti Pubblici.

Tre furono le direzioni di impegno del “piccolo Consorzio”:
1. Strutturare servizi adeguati e specifici per le nostre cooperative c he ci facessero uscire dal limbo nel quale ci trovavamo.
2. Favorire lo sviluppo di nuove cooperative secondo i principi che avevamo già chiari.
3. Promuovere la cooperazione sociale dal punto di vista culturale, politico e legislativo.
Il primo impegno diede a molti di noi l’esatta consapevolezza che ci eravamo imbarcati in un viaggio molto complesso e difficile, dovendo in continuazione mediare tra una legislazione che ci ignorava e uffici dello Stato e comunali che non erano disposti ad andare oltre la lettera delle leggi e delle circolari. Fu un periodo molto conflittuale, sostenuto solo dalla certezza di essere in anticipo sui tempi e di non essere soli. Il secondo impegno fu travolgente. In meno di quattro anni si costituirono, con l’affiancamento e a volte un vero e proprio trascinamento da parte del Consorzio, 12 nuove cooperative sociali. Erano diversissime tra loro, ubicate su tutto il territorio provinciale, con esperienze di base che partivano da associazioni (come l’ANFFAS, da cui nacque la “FIORDALISO” e il Centro Aiuto alla vita da cui nacque “IL PONTE”) da genitori, volontari e insegnanti (come a Bardi la “BUCANEVE”), in comunità parrocchiali (come a Fidenza l’”ARCOBALENO” e a Noceto “IL GIARDINO”, dall’ omonima associazione) o terapeutiche (come “BETANIA” dalla comunità omonima di Parma e “CRISTINA” dalla “Casa di Lodesana” a Fidenza), da persone disabili e volontari (come a Busseto “L’AQUILONE”), per gemmazione delle stesse cooperative sociali (come “L’ARCA DEL MOLINETTO” dalla “Molinetto”), da gruppi di educatori professionali e di professionisti impegnati socialmente (“LE MANI PARLANTI”).
Da gruppi di impegno politico e sociale nacquero “LA GIUNCHIGLIA”, “SIRIO” e “AVALON” i cui cammini si integrarono con il Consorzio solo dopo la loro costituzione. Fu un lavoro entusiasmante e molto impegnativo fatto di incontri, domande maieutiche, aiuto alla consapevolezza, consulenze, messa in relazione di esperienze simili, scambi di operatori, incontri con amministratori, accompagnamento nell’avvio d’impresa, formazione e prime verifiche dei percorsi fatti. Per dare un’idea della crescita basti ricordare che passammo dai 98 soci delle cooperative fondatrici agli oltre 1000 della fine degli anni ’80. Il terzo impegno ci ha portato ad essere presenti e partecipi ai tavoli contrattuali e di programmazione politica; ci ha visto collegati ad altre esperienze analoghe a livello nazionale per coordinarci e crescere insieme nei confronti del mondo cooperativo, sindacale e istituzionale.

 GLI ANNI '90

La legge 381 del ’91 ci ha consentito, oltre naturalmente al riconoscimento legislativo della nostra peculiarità di impresa sociale, un dibattito importante con tutte le Istituzioni Pubbliche, locali, regionali e nazionali e ci ha permesso di fare conoscere meglio la nostra identità e l’interpretazione che avremmo dato della legge per il nostro sviluppo, riuscendo anche in alcuni casi ad ottenere interpretazioni legislative più rispettose delle nostre realtà cooperative. Due compiti furono immediatamente chiari: dovevamo favorire al massimo, grazie anche alle opportunità della legge, la nascita e lo sviluppo di cooperative di inserimento lavorativo che mantenessero un collegamento costante con quelle “tradizionali” o prevedessero la presenza di soci con competenze educative che non limitassero il progetto di vita di una persona in difficoltà al solo lavoro, ma ne comprendessero anche gli aspetti relazionali, abitativi e sociali. Il secondo obiettivo si proponeva di favorire la creazione di esperienze di servizi educativi che avessero le caratteristiche di identità delle nostre cooperative sociali. Negli anni ’90 sono nate numerose esperienze di cooperative di tipo B che, in modo sempre molto diversificato, si sono formate sul nostro territorio provinciale, da associazioni (come “ATLANTIDE” dall’Orizzonte, “EUMEO” dal Gruppo scuola, “CIGNO VERDE” da Legambiente), da esperti cooperatori sociali (“SCINTILLA”) e da volontari con competenze professionali (come “IL CIOTTOLO” e “IL TEMPO RITROVATO”) e delle cooperative di servizi educativi che hanno organizzato educatori, volontari e familiari in esperienze solide, qualificate, aperte e stabili sul territorio provinciale (dalla “GIROMONDO” di Parma a “IL CORTILE” di Salsomaggiore alle itineranti “LA CITTÀ DEI COLORI” e “TERRA DI GIOCO” che nel 2006 si sono fuse e hanno dato vita alla cooperativa “TERRA DEI COLORI” ed infine “EIDÈ” diffusa in diversi comuni). Altre esperienze di questi anni sono riconducibili a “MAPPAMONDO” (nata dall’esigenza di un gruppo di amici di realizzare anche a Parma l’ideale del commercio equo e solidale), “DOPO DI NOI” (sorta per opera di alcuni rappresentanti di associazioni di genitori, cooperative sociali e di un gruppo di lavoro interistituzionale organizzato all’interno del Progetto “Superare l’handicap”) e “LUNARIA” un’esperienza di mutuo aiuto tra donne. L’originale percorso di “CABIRIA”, attiva sia nel campo delle attività lavorative che socio educative, si è incrociato e integrato con il Consorzio solo alcuni anni dopo la sua costituzione. Tale crescita ha comportato anche la necessità di spazi più adeguati, così, dopo una diaspora in più sedi in via Spezia, grazie allo stile consortile della “Molinetto” è stato possibile nel ’92 procedere ai lavori di ristrutturazione dell’edificio in via Cavagnari nel quale ha trovato posto la nostra bella sede.

GLI ANNI 2000

Negli anni 2000, grazie al Progetto “Gemmazione” del Consorzio nasce “AVERLA”, un’esperienza cooperativa di inserimento lavorativo nelle attività del verde e della raccolta differenziata. In seguito si sono aggiunte le giovani costituite “IL CAMPO D’ORO” e “IPPOVALLI”. Proprio negli ultimi mesi dell’anno sono entrate a far parte della base sociale “GRUPPO SCUOLA” nata da familiari che si sono aperti a insegnanti, volontari e gruppi già struttuati; “DAL MONDO” la prima cooperativa sociale con donne immigrate, famiglie fruitrici e volontari, e, infine, “GARABOMBO”, costituitasi nel 2004 per desiderio di alcune Associazioni di Volontariato che da anni operano sul territorio di Fidenza sui temi dell’Ambiente e dell’Energia. Nel 2007 si consorzia anche la cooperativa sociale “FARD” struttura residenziale a Castellina di Soragna che accoglie al suo interno persone disabili adulte. Nell'anno 2008 il "Tempo Ritrovato" viene incorporato da "Biricc@", cooperativa sociale di tipo B che si occupa in particolar modo di servizi di pulizia, oltre che lavanderia.. Nel 2009 escono dalla base sociale "DOMUS" e "IL TRUCIOLO". Negli ultimi anni sono stati diversi i percorsi di fusione tra cooperative storiche: nel luglio 2010, è stata la volta di FIORENTE (Oltretorrente e Fiordaliso) e nel 2012 emc2 (Giunchiglia e Averla). Alle novità del 2012 si aggiungono l'incorporazione della cooperativa Ippovalli al Gruppo Scuola e l'entrata di una nuova cooperativa sociale di inserimento lavorativo (DI MANO IN MANO). Nel 2014 la base sociale del settore educativo si amplia e si fortifica con SI PUO' FARE e SEI DA ME; l'una nasce dalla volontà di un gruppo di educatori di Fornovo, da anni impegnati in ambito socio-educativo, che hanno voluto rendere concreta e significativa la loro esperienza professionale e l'altra specializzata sul servizio Tagesmutter/Mamma di giorno sul territorio di Parma e Provicia. Con l'uscita nel 2015 di Cabiria, EMC2 e Biricca si blocca a 30 il numero delle cooperative attuali facenti parte della base sociale consortile.

 

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